Post con #2011 tag

#Cinema: The Artist ovvero, perché il silenzio è d'oro?

Pubblicato su 21 Maggio 2012 da Silvia in 2011, Al Cinema e in DVD, Bérénice Bejo, Ciak, Cinema, cinema muto, James Cromwell, Jean Dujardin, John Goodman, Living in a Movie, Michel Hazanavicius, Oscar, Penelope Ann Miller, Piera Detassis, The Artist

Non è certo notizia di ieri il successo del francese The Artist agli Academy Awards (dove, per fare un riassunto delle puntate precedenti, il film muto si è aggiudicato cinque Oscar) ma l'ho visto qualche giorno fa e non sono riuscita a evitare di dire la mia. ;-)

Un paio di mesi fa leggevo su Ciak un editoriale in cui commentando gli Oscar la Detassis parlava di vittoria della nostalgia. Ma è tutto qui?

La forza della sottrazione

Una recitazione fatta di sguardi e gesti, un ritmo scandito da poche parole, scelte con cura. Solo bianco e nero, nessun effetto speciale. Pochi attori. Negli anni Venti si trattava di fare di necessità virtù, ma oggi sottrarre al cinema elementi dati per scontati è un modo per riconquistare gli occhi dello spettatore. Catturare l'attenzione con poco, dove con molto si finisce per disperderla. Naturalmente la parte veramente difficile è affidata ai protagonisti Jean Dujardin e a Bérénice Bejo (il primo si è portato a casa l'Oscar, la seconda no) nei panni di George Valentin e Peppy Miller, capaci di rendere tridimensionale l'assenza di parole con il semplice essere personaggi nei loro corpi.

Che ci sia romanticismo, nostalgia e una certa decadenza in quest'opera è evidente, ma il miracolo per cui tutto questo funziona si appoggia sulla consapevole e perfetta aderenza tra la tecnica e il senso. The Artist è una macchina del tempo che ripristina lo stupore della piccole cose, costringe lo spettatore ad affinare i sensi. Le musiche, le inquadrature, i tempi recitativi: tutto lavora in maniera sinestetica alla costruzione di una storia semplice, senza colpi di scena esaltanti, ma con un andamento pulito che istintivamente riconosciamo come il perfetto scorrere narrativo.

Si tratta di un'opera destinata a restare un unicum, irripetibile l'incantesimo del successo: è la mancanza di abitudine a rendere esotica la sottrazione, così com'è l'iterazione a trasformare gli effetti "speciali" in dejà vù. Il film di Michel Hazanavicius è una idilliaca parentesi, ed è un sollievo sapere che non possa esserci un sequel, un prequel, un emule, niente.

Leggi il post

L'industriale

Pubblicato su 2 Aprile 2012 da Silvia in 2011, Al Cinema e in DVD, Carolina Crescentini, Cinema, Cinema Italiano, Drammatico, Eduard Gabia, Festival Internazionale del film di Roma, Francesco Scianna, Giuliano Montaldo, L'industriale, Pierfrancesco Favino

Una dopo l'altra le storie di imprenditori suicidi (o che tentano questo gesto estremo) raccontano lo sfinimento, il disorientamento e la solitudine dietro a fallimenti che non sono solo economici. Al cinema, lo ha raccontato qualche mese fa il regista Giuliano Montaldo nel suo ultimo film L'industriale. A più di ottant’anni, il regista ligure  non ha perso la lucidità e la profondità dello sguardo necessari per raccontare i momenti storici e gli individui che li abitano. La figura di un piccolo imprenditore schiacciato dai debiti e ossessionato dal futuro della sua azienda e dei suoi dipendenti si trasforma in un simbolo attraverso il quale osservare questa crisi, che dura da diversi anni, ma di cui solo adesso si accusano i colpi in maniera diffusa. [caption id="attachment_4867" align="aligncenter" width="600" caption="Pierfrancesco Favino in L'industriale"]Pierfrancesco Favino in L'industriale[/caption]

Sullo sfondo dell'incombente debacle finanziaria, L’industriale è il ritratto di un uomo e il racconto di una sua profonda crisi che da economica diventa umana. Veste i panni dell’orgoglioso e integro protagonista un Pierfrancesco Favino tanto grosso da non lasciare quasi spazio agli altri interpreti (Carolina Crescentini nei panni della moglie, Francesco Scianna che interpreta il suo avvocato). Emotivamente asciutto, visivamente desaturato fino quasi al bianco e nero, l’ultimo film di Montaldo è profondamente umano e purtroppo molto attuale.

Molto bello il finale aperto, cupo, senza possibilità di salvezza.

[caption id="attachment_4868" align="aligncenter" width="600" caption="Carolina Crescentini e Pierfrancesco Favino in L'industriale"]Carolina Crescentini e Pierfrancesco Favino in L'industriale[/caption]
Leggi il post

In Time: scheda e trailer del film

Pubblicato su 8 Febbraio 2012 da Silvia in 2011, Action, Amanda Seyfried, Andrew Niccol, Cillian Murphy, Cinema, Colin McGurk, In Time, Johnny Galecki, Justin Timberlake, Michael William Freeman, Olivia Wilde, Schede e Trailer, Sci-fi, Shyloh Oostwald, USA, Will Harris

Tre buoni motivi per andare al cinema a vedere questo film:
  1. Bella intuizione: il tempo diventa la nuova moneta, la gioventù la nuova ricchezza. Un futuro inquietante ma... è davvero così lontano? Non parlavamo del tempo in termini di budget anche ieri?
  2. Sexy cast. Ci sono Justin Timberlake, Cillian MurphyAmanda SeyfriedOlivia Wilde e c'è tanta altra... carne al fuoco. Qualunque sia il vostro orientamento sessuale, fate felici i vostri occhi e risvegliate i vostri ormoni.
  3. Adrenalina. Se il film dà quello che il trailer promette in questo film potrebbe esserci un mix esplosivo di fantascienza e azione.
Locandina del film - In Time Titolo originale: In Time
Nazione: USA
Anno: 2011
Genere: Action, Sci-fi
Durata: 109 min.
Regia: Andrew Niccol
Cast: Justin Timberlake, Cillian Murphy, Amanda Seyfried, Shyloh Oostwald, Johnny Galecki, Olivia Wilde, Colin McGurk, Will Harris, Michael William Freeman
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 17 febbraio 2012
Trama: In un futuro non troppo lontano il gene dell’invecchiamento viene reso inattivo. Per evitare la sovrappopolazione, il tempo è perciò diventato la valuta e il modo di pagare i lussi e le necessità. I ricchi possono vivere per sempre, mentre gli altri cercano di contrattare la loro immortalità. Intanto, un giovane povero viene accusato di omicidio quando eredita una generosa riserva di tempo, troppo tardi però per evitare la morte a sua madre. Deve allora scappare, inseguito da poliziotti corrotti e temuti da tutti come i “Time Keepers”.
Guarda il trailer del film:   Video Sponsorizzato
Leggi il post

L'ora nera

Pubblicato su 25 Gennaio 2012 da Silvia in 2011, Action, Al Cinema e in DVD, Chris Gorak, Cinema, Dato Bakhtadze, Emile Hirsch, Horror, Joel Kinnaman, L'ora nera, Max Minghella, Olivia Thirlby, Rachael Taylor, Sci-fi, USA, Veronika Ozerova

Buoni motivi per vedere questo film:
  1. Per le femminucce Emile Hirsch  può sembrare un buon motivo nei primi cinque minuti. Poi a prescindere da quanto siate sensibili  al tipo "principe azzurro hipster" potreste chiedervi come sia possibile che uno così carino e brillante riesca sempre ad avere un'aria da snob presuntuoso a prescindere dal ruolo che interpreta. Forsecheforsecheforse... ma sì!
  2. Per i maschietti: c'è la brunetta un po' svampita (Olivia Thirlby), la bionda adolescente esteuropea (Veronika Ozerova) e il figone di tipo californiano (Rachel Taylor). Cascare male è impossibile.
Ah...  vi interessa la storia? Hmmm... vabbé.
Avete presenti i film apocalittici in cui un pugno di sopravvissuti cercano un modo per sopravvivere alla catastrofe? L'uomo della strada in condizioni di straordinaria precarietà che si trasforma in eroe?
Se avete pensato a The Road siete fuori strada.
Se avete pensato alla vostra quotidiana battaglia per arrivare alla fine del mese, pure.
Pensate piuttosto a Cloverfield, a Io sono leggenda, a 28 giorni dopo.
Togliete a Cloverfield lo stile mockumentary.  Togliete a Io sono leggenda la solitudine esistenziale dell'ultimo uomo sulla terra. Togliete a 28 giorni dopo la regia di Danny Boyle.
Insomma: L'ora nera funziona, nella sua onesta ingenuità e non si preoccupa di avere personalità.
In America We Trust
Forse è la fine del mondo, di sicuro la città (straniera) in cui ti trovi è stata sottoposta alla devastazione più terribile. Persone ed edifici non hanno avuto scampo. Se sei americano la prima cosa che fai è raggiungere un'ambasciata.
Leggi il post

La talpa

Pubblicato su 12 Gennaio 2012 da Silvia in 2011, Al Cinema e in DVD, Anteprime, Cinema, Colin Firth, Gary Oldman, John Hurt, John Le Carré, La talpa, Mark Strong, Svetlana Khodchenkova, Thriller giallo o noir, Tom Hardy, Tomas Alfredson

L'atmosfera noir è offerta dal talento di Tomas Alfredson (svedese, suo Lasciami entrare, quello originale). Stile vintage, dall'inconfondibile gusto cinefilo. L'ispirazione viene invece dalla letteratura, in particolare dalle pagine di John Le Carré, autore dell'omonimo romanzo.

Cosa funziona: oltre alla sapiente regia, il cast. Una serie di interpreti di grande talento impegnati in una prova di recitazione piuttosto old-fashioned, asciutta e composta . Gary Oldman, John Hort, Colin Firth, Mark Strong, Tom Hardy, Benedict Cumberbatch: li guardi muoversi insieme in una coreografia tutta al maschile (be', quasi) pervasa da una rigida eleganza molto british e pensi a che piacere possa essere stato per il regista lavorare con loro. E viceversa, of course.

Cosa non funziona: La sceneggiatura. Le 354 pagine del romanzo pesano tutte sulle due ore abbondanti di pellicola, che risulta troppo complessa e compressa, difficile da digerire. La cavillosa ossatura logica costringe lo spettatore a un continuo sforzo di attenzione mentre si accumulano indizi, personaggi, flashback e riflessioni, mentre il passo lento conferisce alla narrazione un ritmo tutt'altro che leggero.

La curiosità: Dallo stesso libro è stata tratta una fortunata mini serie televisiva omonima, con Alec Guinness nei panni di Mr. Smiley.
Leggi il post

La talpa: scheda e trailer del film

Pubblicato su 12 Gennaio 2012 da Silvia in 2011, Cinema, Colin Firth, Gary Oldman, John Hurt, La talpa, Mark Strong, Schede e Trailer, Svetlana Khodchenkova, Thriller giallo o noir, Tom Hardy, Tomas Alfredson

Titolo originale: Tinker, Tailor, Soldier, Spy Nazione: Germania, Francia, Gran Bretagna Anno: 2011 Genere: Spy Story, Thriller, Noir Durata: 127 min. Regia: Tomas Alfredson Cast: Mark Strong, John Hurt, Gary Oldman,Colin Firth, Tom Hardy, Svetlana Khodchenkova Distribuzione: Medusa Data di uscita: 13 gennaio 2012 Trama: Nell'intelligence britannica del secondo dopoguerra si è infiltrata una talpa dei russi. Guarda il trailer del film: 
Leggi il post

E ora dove andiamo?

Pubblicato su 10 Gennaio 2012 da Silvia in 2011, Al Cinema e in DVD, Ali Haidar, Anjo Rihane, Anteprime, Antoinette Noufaily, Cinema, Claude Baz Moussawbaa, Commedia, Drammatico, E ora dove andiamo?, Julien Farhat, Kevin Abboud, Khalil Bou Khalil, Layla Hakim, Mostafà Al Sakka, Nadine Labaki, Petra Saghbini, Samir Awad, Yvonne Maalouf, Ziad Abou Absi

La forza straordinaria e il disperato coraggio delle donne sono i protagonisti di questa storia ambientata in uno sperduto villaggio libico. In questo luogo dalla geografia non meglio definita, cristiani e i musulmani sono uniti da più similitudini di quante non siano le differenze, eppure la violenza incubata sembra sempre sull'orlo di esplodere di riflesso alle cronache nazionali. Ecco perché mogli, sorelle, ma soprattutto madri si affannano alla ricerca di espedienti per togliere l'odio e la guerra dalla testa degli uomini, con l'unico appoggio di un inaspettato sodalizio tra parroco e imam. Il tema drammatico è affrontato con leggiadra ironia anche se non mancano i momenti davvero tragici. Nadine Labaki, regista e interprete del film La regista, Nadine Labaki, che appare nel film anche in veste di attrice, ha scelto di raccontare questa storia ispirandosi a un importante evento della sua vita privata: il 7 maggio del 2008 ha scoperto di aspettare un bambino, nel frattempo a Beirut scoppiava la guerra. La maternità (o, meglio, la sua attesa) le ha fatto sentire il problema con viscerale urgenza, facendola riflettere su cosa avrebbe fatto per distogliere suo figlio dall'odio. Il sole e i colori del deserto dettano e scelte di fotografia, inondando di luce i volti delle protagoniste e la sala cinematografica che si trasforma in una finestra sul medio oriente. Stupiscono il balletto iniziale e alcuni inserti musicali - un po' alla Bollywood maniera - che danno al film un'aura magica e sospendono il racconto tra meraviglia e realtà. Ci ricordano anche che questa storia è una favola, il racconto buffo ed eroico di un desiderio la impossibile eppure naturale come quello di pace.
Leggi il post

E ora dove andiamo? Scheda e trailer del film

Pubblicato su 10 Gennaio 2012 da Silvia in 2011, Ali Haidar, Anjo Rihane, Antoinette Noufaily, Cinema, Claude Baz Moussawbaa, Commedia, Drammatico, E ora dove andiamo?, Julien Farhat, Kevin Abboud, Khalil Bou Khalil, Layla Hakim, Mostafà Al Sakka, Nadine Labaki, Petra Saghbini, Samir Awad, Schede e Trailer, Yvonne Maalouf, Ziad Abou Absi

E ora dove andiamo? Locandina italiana del film di Nadine LabakiTitolo originale: Et maintenant on va où? Nazione: Francia, Libano, Egitto, Italia Anno: 2011 Genere: Commedia, Drammatico Durata: 100 min. Regia: Nadine Labaki Cast: Nadine Labaki, Claude Baz Moussawbaa, Layla Hakim, Yvonne Maalouf, Antoinette Noufaily, Petra Saghbini, Ali Haidar, Kevin Abboud, Mostafà Al Sakka, Julien Farhat, Anjo Rihane, Khalil Bou Khalil, Samir Awad, Ziad Abou Absi Distribuzione: Eagle Pictures Data di uscita: 20 gennaio 2012 Trama: In un piccolo villaggio libanese, le donne cristiane e musulmane inventano stratagemmi per evitare che l'odio della guerra faccia degenerare la convivenza interculturale in episodi di violenza. Guarda il trailer del film:
Leggi il post

Immaturi - il viaggio

Pubblicato su 5 Gennaio 2012 da Silvia in 2011, Al Cinema e in DVD, Ambra Angiolini, Anita Caprioli, Cinema, Commedia, Daniele Silvestri, Il Viaggio, Immaturi: il viaggio, Luca Bizzarri, Paolo Genovese, Paolo Kessisoglu, Raoul Bova

Esce nell'ultimo week-end utile per sfruttare il botteghino natalizio* il nuovo film di Paolo Genovese, sequel di quel racconto corale di cui mi sono innamorata a prima vista. Sarebbe un peccato, però, se qualcuno lo confondesse con altre vacanze e viaggi cinematografici... l'ho visto in anteprima e ve lo racconto, magari vi viene voglia di un cinemino della Befana nonostante il trailer un po' buzzurro!

*Un botteghino magro, magrissimo: dimezzato rispetto a quello dell'anno passato. Chi pensa sia solo colpa della crisi economica, però farebbe bene a ripassare il cartellone del Natale 2010.  Uscendo dalla sala cinematografica, un annetto fa, il mio primo pensiero è stato: questi personaggi funzionano così bene che sarebbe bello farne una serie tv. Già mi immaginavo un prodotto brillante alla Boris, ma commerciale come Camera Caffé, insomma un prodotto da competizione a testa alta con la concorrenza d'oltreoceano. Così, sono stata contenta quando ho visto che sarebbe uscito questo sequel: non è proprio quello che avrei fatto io, ma conferma che ci avevo visto giusto. :-)

Il viaggio degli ex immaturi ormai in possesso del diploma (ma non del tutto cresciuti sotto altri aspetti) è ambientato a poche settimane dal primo film, nel torbido caldo agostano della Capitale. Le evoluzioni dei protagonisti non sono scontate: si ristabiliscono gli equilibri e si stiracchiano i rapporti ricomponendo i pezzi del puzzle in modo da illuminare ciascuno in modo diverso. In alcuni casi questa riscrittura è estremamente proficua: con grande sorpresa il lato riflessivo è affidato alla figura di Virgilio (interpretato da Paolo Kessisoglu), che nel primo film sembrava un abbozzo superficiale e non del tutto risolto, mentre in questo acquisisce spessore e intreccia una delicata amicizia con Eleonora (Anita Caprioli - anche lei, rispetto alla precedente pellicola, acquista minuti e rilevanza narrativa). Un personaggio che invece nel primo film aveva attraversato un arco narrativo completo, ma che nel sequel sembra regredire, è la Francesca di Ambra Angiolini, francamente la meno credibile perché forse un po' eccessiva. Per il resto: gli irreprensibili Giorgio (Raoul Bova) e Lorenzo (Ricky Memphis) sono tentati da due stratosferiche gnocche ispaniche, l'incorreggibile Piero (Luca Bizzarri) sembra trovare pane per i propri denti, mentre Marta (Luisa Ranieri) e Luisa (Barbara Bobulova) sembrano abbassate a comprimarie: funzionano come metà di un equilibrio di coppia, ma non hanno un grande peso individuale.

Una regia tecnicamente matura, trova nell'isola greca di Paros l'ideale complemento scenografico naturale. La colonna sonora è una punteggiatura usata con intelligenza e senza esagerazioni retoriche: stupendo il testo dell'inedito di Daniele Silvestri che si intitola proprio Il Viaggio - lo sto riascoltando proprio ora.

Un'ultima cosa e poi vi lascio. Se non avete visto Immaturi recuperatelo, perché anche se, come dichiara lo stesso regista siamo di fronte a un'opera piuttosto autonoma, sono abbastanza sicura che l'aver visto il primo aiuti a riempire di senso fino in fondo il secondo. Buona visione!

Leggi il post

Immaturi - Il viaggio: Scheda e trailer del film

Pubblicato su 5 Gennaio 2012 da Silvia in 2011, Ambra Angiolini, Anita Caprioli, Cinema, Commedia, Daniele Silvestri, Il Viaggio, Immaturi: il viaggio, Luca Bizzarri, Paolo Genovese, Paolo Kessisoglu, Raoul Bova, Schede e Trailer

Titolo originale: Immaturi - Il viaggio Nazione: Italia Anno: 2011 Genere: Commedia Durata: 100 min. Regia: Paolo Genovese Cast: Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Barbara Bobulova, Raoul Bova, Anita Caprioli, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis, Luisa Ranieri, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli, Lucia Ocone, Alessandro Tiberi, Francesca Valtorta, Lavinia Longhi, Aurora Cossio, Rocio Munoz Distribuzione: Medusa Film Data di uscita: 4 gennaio 2012 Trama: Dopo la maturità gli Immaturi tornano insieme per un viaggio in Grecia, con il quale (ri)scopriranno di avere quarant'anni e non diciotto. Guarda il trailer del film:
Leggi il post

Cattivi propositi per il 2012

Pubblicato su 1 Gennaio 2011 da Silvia in (Ferm)attimi, 2011, 2012, Buoni propositi, cattivi propositi, Maya, vita privata, nugae

Di buoni propositi sono piene le timeline, i blog e ovviamente non manca l'hashtag #buonipropositi. Non manca chi si lamenta dell'inflazione di buonismo e chi si propone di non avere propositi. L'anno scorso scrissi un post illuminato con il neon dell'ottimismo, con cui tiravo le somme su un anno, il 2010, che mi sembrava si chiudesse veramente bene. L'unico proposito per il 2011 lo accennai senza scriverlo, come se fosse un desiderio espresso in silenzio davanti all'illusione di una stella cadente e, in effetti, fece la stessa fine dei desideri non esauditi di milioni di persone che restano col naso per aria. Sapendo che nessun buon proposito resta impunito, in quest'anno che inizia con l'ombra dell'inflazionato calendario Maya e di un 2011 piuttosto deludente e amarognolo, mi permetto di appendere il nuovo calendario con una botta di cinismo e di cominciare con 12 cattivi propositi per il 2012.
  1. Fare fuori le persone nocive. No, non diventerò una specie di giustiziera alla Lisbeth Salander, non ho intenzione di ammazzare nessuno - per il momento. L'idea è più che altro quella di allontanare scientificamente e senza pietà tutti gli individui che volenti o nolenti mi feriscono, se non altro quando la scelta è in qualche modo tra me e loro.
  2. Coltivare i vizi. Non tutti, solo alcuni. Giusto per non sentirmi una cretina completa se, verso la fine dell'anno, un secondo Big Bang dovesse sorprenderci dimostrando che in fondo le vecchie profezie sono più credibili delle promesse dei nostri politici.
  3. Essere meno disponibile. Anche questo proposito si deve intendere in senso relativo, non assoluto: in pratica significa più paletti, meno regali - specialmente regali che col tempo diventano consuetudini per cui non è prevista nemmeno la gratitudine.
  4. Non credere a nient'altro che ai miei sensi. Compreso il sesto.
  5. Chiudere il telefono in faccia a chi se lo merita.
  6. Smettere di amare troppo. E iniziare ad amare poco e niente.
  7. Essere irresponsabile. Almeno, esserlo nella misura in cui quest'atteggiamento mi aiuta a santificare l'istinto senza pensare troppo al futuro. [Tanto puoi essere responsabile quanto vuoi, che basta una crisi mondiale a sfanculare i tuoi progetti.]
  8. Ingrassare. Alla faccia di tutti quelli che si mettono a dieta.
  9. Imparare a chiedere. Sfacciatamente, senza pudore.
  10. Tirare i dadi, puntare tutto e accettare quello che succede. Tutte le volte che può servirmi a imparare qualcosa di nuovo, tutte le volte che può farmi sentire viva.
  11. Riservarmi la possibilità di contraddire me stessa. Così se per caso i cattivi propositi dovessero essere efficaci quanto quelli buoni potrò sempre appellarmi all'idea che la coerenza non sia un obbligo né una virtù.
  12. Buttare i manuali, persino questo. E seguire le strade che mi si aprono davanti.
PS: sì, questo è un post programmato con studiato anticipo e quindi no, non mi sono messa a scrivere mentre gli altri si ubriacano e si scambiano gli auguri. Probabilmente, a quest'ora sarò abbastanza brilla anche io, solo che mi sembrava carino far uscire questo post proprio a mezzanotte, come il tappo di spumante, il fuoco d'artificio, come la fine del conto alla rovescia, come un messaggio a tutti quelli che oggi e nei prossimi giorni passeranno da questo blog e ai quali auguro, nonostante le premesse, un meraviglioso - stupefacente - 2012!
Leggi il post

Il gatto con gli stivali

Pubblicato su 28 Novembre 2011 da Silvia in 2011, Al Cinema e in DVD, Alessandro Quarta, animazione, Anteprime, Antonio Banderas, Chris Miller, Cinema, Eugenio Marinelli, Francesca Guadagno, Humpty Dumpty, Il Gatto con gli Stivali, Kitty Zampe di Velluto, Laura Boccanera, Rodolfo Bianchi, Valentina Martino Ghiglia

Il Gatto con gli stivali Il giusto stato d’animo per godersi questo film: Consumismo cinefilo natalizio Arriva il primo film d'animazione in 3D del Natale 2011: se volete che Babbo Natale non parli di spread, ma porti un sacco pieno di consolazioni, il micione doppiato dal bell'Antonio Banderas torna in una veste più adatta ai bambini che ai loro genitori con una favoletta (non priva di chiaroscuri morali) sull'amicizia, la lealtà e l'onore personale.

Indimenticabile Rattrista dirlo, ma anche le poche battute brillanti che fanno scappare due risate durante la visione del film sono volatili e non sopravvivono alla fine del secondo tempo. Di indimenticabile, in questo spin-off della già stanca serie animata di Shrek, c'è ben poco. A poco valgono l'ingresso di nuovi personaggi (Kitty Zampe di VellutoHumpty Dumpty) e persino la raffinata tecnica 3D, se si perde la capacità di narrare in maniera anticonvenzionale che era il marchio di fabbrica DreamWorks.

Il Gatto con gli stivali e Kitty Da dimenticare La banalità della storia, che spreca con una trama insipida il possibile rilancio di uno dei personaggi più ricchi di mistero e charme della serie ambientata a Molto molto Lontano.

A breve la mia recensione su Cinema 4 Stelle.

Leggi il post

Il gatto con gli stivali: scheda e trailer del film

Pubblicato su 27 Novembre 2011 da Silvia in 2011, Alessandro Quarta, animazione, Antonio Banderas, Chris Miller, Cinema, Eugenio Marinelli, Francesca Guadagno, Il Gatto con gli Stivali, Laura Boccanera, Rodolfo Bianchi, Schede e Trailer, Valentina Martino Ghiglia

il-gatto-con-gli-stivaliTitolo originale: Puss in Boots Nazione: USA Anno: 2011 Genere: Animazione Durata: 90 min. Regia: Chris Miller Doppiaggio italiano: Antonio Banderas, Francesca Guadagno, Alessandro Quarta, Rodolfo Bianchi, Laura Boccanera, Valentina Martino Ghiglia, Eugenio Marinelli Distribuzione: Universal Pictures Data di uscita: 16 dicembre 2011 Trama: Chiusa la serie di Shrek, si riapre, con uno spin off che è anche prequel, la storia di uno dei personaggi più amati: il Gatto con gli Stivali. Guarda il trailer del film:
Leggi il post

Torna anche quest'anno l'IrishFilmFesta: per riscaldare l'inverno cinefilo con il calore dublinese

Pubblicato su 22 Novembre 2011 da Silvia in 2011, Anteprime, Brendan Gleeson, Casa del cinema, Cinema, cinema irlandese, Festival, Irish Film Festa, One Hundred Mornings, Parked, Rewind, Stephen Rea, The Butcher Boy, The Guard, The Pier, The Runway, There's life in Rome

Comincia giovedì primo dicembre e dura per cinque giorni il festival cinematografico dedicato al cinema irlandese. L'IrishFilmFesta, ospitato anche quest'anno dalla Casa del Cinema, è aperto al pubblico, che potrà vedere gratuitamente tutti gli spettacoli. Giunto alla sua quinta edizione, l'IrishFilmFesta promette un lungo week-end con un programma ricco di chicche in pellicola, incontri con i protagonisti del cinema e della letteratura irlandese e un'atmosfera calorosa e familiare che ricorda davvero la terra più verde d'Europa (complice la location in mezzo al parco di Villa Borghese e la pioggia, che, immagino, arriverà puntuale anche quest'anno).

One Hundred Mornings

Ecco la mia personale agenda di film da non perdere:
  1. The Guard. Film d'apertura del festival, racconta lo scontro di personalità tra un antieroico e irresistibile agente di polizia irlandese (interpretato da Brendan Gleeson) e un agente dell'FBI. Sarà proiettato giovedì 1 dicembre alle 20:30. Trailer.
  2. Rewind. Dopo essersi rifatta una vita, una donna, ex alcolista, viene rigettata nel passato da un ex fidanzato (ed ex galeotto). Sarà proiettato giovedì 1 dicembre alle 22:30. Trailer.
  3. One Hundred Mornings. Forse il titolo che mi interessa di più. Due coppie rifugiate in una casa ai confini della civiltà in un tempo di completo collasso della società civile. Sarà proiettato venerdì 2 dicembre alle 21:30. Trailer.
  4. [RETROSPETTIVA] The Butcher Boy. Una storia di violenza e follia ambientata negli anni Settanta, sotto gli occhi ancora vergini di un ragazzino. Diretto da Neil Jordan nel 1997, quello che è considerato il miglior film irlandese di tutti i tempi. Sarà proiettato sabato 3 dicembre alle 15:30. Trailer. A seguire: incontro con Stephen Rea.
  5. Parked. La strana amicizia tra un uomo di mezza età che vive in un'automobile e un tossicodipendente di 21 anni. Sarà proiettato sabato 3 dicembre alle 20:30. Trailer.
  6. The Runway. Un pilota sudamericano giunto nella campagna irlandese con un atterraggio di fortuna, viene aiutato dagli abitanti del luogo per costruire una pista di decollo per ripartire. Sarà proiettato domenica 4 dicembre alle 16:00. Trailer.
  7. The Pier. Il ritorno in patria di Jack, gabbato dal padre che gli fa credere d'essere in punto di morte. Sarà proiettato domenica 4 dicembre alle 18:30. Intervista al regista e sceneggiatore Gerald Hurley.
Per il programma completo clicca qui.
Leggi il post

[Diario del Festival del cinema di Roma] Jesus Henry Christ un eccentrico ritratto di famiglia

Pubblicato su 29 Ottobre 2011 da Silvia in 2011, Aaron Abrams, Al Cinema e in DVD, Anteprime, Cinema, Commedia, Dennis Lee, Festival, Festival Internazionale del film di Roma, Frank Moore, Jason Spevack, Jesus Henry Christ, Julia Roberts, Michael Sheen, Samantha Weinstein, Sesta edizione, Toni Colette

[caption id="attachment_4407" align="aligncenter" width="500" caption="I protagonisti della commedia Jesus Henry Christ"]I protagonisti della commedia Jesus Henry Christ[/caption] Una commedia sgangherata e deliziosa questa prodotta da Julia Roberts e diretta e sceneggiata dal cineasta quasi esordiente Dennis Lee (ha al suo attivo una commedia del 2008, Fireflies in the garden - Un segreto tra di noi, e due cortometraggi tra cui quello a cui si ispira questo secondo film). Dopo la presentazione in anteprima al Tribecca Film Festival, è arrivato anche a Roma Jesus Henry Christ: inserito nella selezione Alice nella città e un po' svantaggiato dagli orari mattutini, questo film indipendente è coinvolgente, fresco, allegro e ha fatto scappare qualche lacrimuccia impertinente alla sottoscritta. [caption id="attachment_4408" align="aligncenter" width="500" caption="Jesus Henry Christ - una scena del film"]Jesus Henry Christ[/caption] Attraverso la storia di una coraggiosa madre single e del suo prodigioso figlio nato attraverso la fecondazione artificiale (un piccolo genio che ricorda tutto ciò che ha visto nella sua vita, sin dal primo momento), Jesus Henry Christ parla della potenza dei legami familiari (biologici e non solo) e lo fa con ironia e con un linguaggio originale sia sul piano narrativo che su quello visivo. L'affiatamento tra gli attori crea una rara alchimia, in cui nessuno primeggia o sovrasta gli altri, ma tutti sono parte di un quadro curioso e multicolore che passa dal nero della black com alle luminose tonalità del racconto di formazione, con qualche stria di giallo e mistero. Il film di Dennis Lee riflette su tutte le età della vita, ma soprattutto sul modo in cui l'individuo può realizzare se stesso restando comunque fedele alle proprie radici e alla propria storia. In agenda oggi: Turn me on, goddammit! sui primi turbamenti erotici di una adolescente norvegese, l'imperdibile lezione di cinema del regista Michael Mann e La femme du cinquième con il bel Ethan Hawks. ;-) Se volete seguire le mie cronache dal Festival, sono su Twitter con tutte le impressioni a caldo, le osservazioni curiose e i personaggi del Festival.
Leggi il post

Mostra altro

Condividi questa pagina Facebook Twitter Google+ Pinterest