Il vento che accarezza l'erba: lenta ballata irlandese

Pubblicato su 18 Agosto 2010 da Silvia in 2006, Al Cinema e in DVD, Cillian Murphy, Cinema, Cinema inglese, Drammatico, Fergus Burke, Gerard Kearney, Il vento che accarezza l'erba, Ken Loach, Liam Cunningham, Padraic Delaney, William Ruane

Cillian Murphy e Padraic Delaney, rivoluzionari irlandesi, in una scena del film Il vento che accarezza l'erba (2006) del regista Ken LoachNella grande Storia della rivoluzione irlandese per l'indipendenza, la piccola storia di un gruppo di ribelli. Damien (Cillian Murphy) è un giovane medico inizialmente riluttante (come da manuale) ad unirsi ai rivoluzionari. Non basterà la morte di un amico fucilato dall'esercito inglese a convincerlo a combattere, ma una seconda ingiustizia, alla quale assiste durante la sua partenza per Londra, gli fa raggiungere il suo punto di svolta. Credo sia significativo che egli cambi la propria posizione davanti al dramma di un estraneo, piuttosto che di fronte a quello di un compagno: da allora sposa con coerenza ossessiva la causa, perseguendo la luce di un Ideale, messo davanti alla vita dei suoi amici e alla sua stessa vita.
La storia offre molte opportunità, ma nessune viene esplorata davvero. La rivalità tra i due fratelli, che si trovano a diventare leader di due fazioni contrapposte, il loro rapporto di odio e amore. La storia d'amore tra il protagonista e una giovane donna, offesa dagli inglesi durante l'occupazione. La vicenda storica cui si allaccia questa ballata filmica: i protagonisti della guerra sono appena nominati, le istituzioni e gli avvenimenti lasciati nella penombra di una verbosià poco incisiva. Le piccole storie collaterali le cui fila sono abbozzate e mai riprese. L'unica cosa cui viene dato spazio è il rapporto del protagonista con i suoi ideali, ma francamente sembra troppo poco per coinvolgere il pubblico. La storia non tocca nel profondo, i punti drammatici non colpiscono, se non verso la fine, persino le scene shock di violenza sono depotenziate.
Anche a livello visivo il film risulta rigido e non comunicativo: la scelta fotografica è piatta e monocolore (provate a guardare il film e ditemi se quello che vi ricordate alla fine non è un'infinita ripetizione di verdi campagne irlandesi). Numerose sequenze che si sarebbero potute tagliare, alleggerendo la lunghezza e la lentezza del film.
Forse la chiave del film potrebbe trovarsi in questa frase:
È facile sapere contro cosa si combatte. Il difficile è sapere in cosa davvero si crede.
Indicazioni terapeutiche: utile vaccino cinematografico contro l'assolutismo degli ideali.
  Copyright protected by Digiprove © 2010 Maria Silvia Sanna
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